giovedì 5 maggio 2011

Intervista - ESSENZA


Rispondono quest’oggi alle nostre domande i fratelli RIZZELLO, Carlo & Alessandro, fondatori e colonna portante di una delle band più longeve della nostra scena Salentina: gli Essenza!

1) Ciao a voi, partiamo proprio dal dato anagrafico, quest’anno festeggerete i 18 anni di vita degli Essenza, vero? Un’enormità per una band underground! Qual è il segreto di tanta durata? Essere fratelli in una band aiuta?
Carlo: Verissimo! Quest’anno, esattamente ad agosto, gli Essenza festeggeranno 18 anni di attività ininterrotta. Ad essere onesti, non sono in grado di spiegarti come ci siamo riusciti, perché la cosa è andata avanti in modo del tutto naturale. Non ti nascondo che in questi 18 anni di problemi ce ne sono stati tanti. Siamo riusciti a superarli, con un po’ di determinazione, con la nostra testa dura… e negli ultimi anni, grazie anche al supporto non indifferente di amici, stampa specializzata e fans.
Alessandro: Fino a che avremo qualcosa da dire e da mettere in musica, saremo sempre pronti e determinati.

2) In questo lungo lasso di tempo qual’è stato il punto di maggiore esaltazione e il punto più difficile per voi?
Carlo: Tirando un po’ le somme, devo dire che i momenti più felici sono stati quelli successivi alla pubblicazione dei nostri cd. Ognuna delle pubblicazioni, a partire dai due demo pre ’98, passando dai vari live, ep, compilation… fino ai tre full lenght (Suggestioni del 2000, Contrasto del 2002 e Devil’s Breath del 2009), è stata seguita da molto entusiasmo, valanghe di recensioni e concerti fortunati.  Ognuna di queste tappe ha contribuito alla nostra crescita artistica e direi anche “umana”. Certo, non siamo diventati ricchi e famosi, ma siamo molto orgogliosi di quello che abbiamo fatto!!!
Uno dei momenti più difficili è stato quello di affrontare l’uscita dalla band di mio fratello Luca (primo batterista degli Essenza), nel 2003. Per fortuna abbiamo trovato Paolo Colazzo, che si è integrato benissimo nella formazione e che ora è un membro insostituibile della band.

3) Le radici e le influenze musicali degli Essenza affondano esclusivamente negli anni 80 o c’è anche qualche riferimento moderno? Come la pensate sull’attuale scena Metal (locale e non)? Il meglio è già stato detto oppure no?
Carlo: Le nostre influenze musicali sono molto variegate, siamo tutti e tre dei gran divoratori di musica. Abbiamo ascolti molto disparati, anche in ambiti lontani dal Metal. Certo, la base sulla quale abbiamo costruito il nostro sound è una miscela tra gli schemi dell’Hard Rock anni ’70 e il Metal classico degli anni ’80, ma il nostro approccio tecnico e compositivo ha molti aspetti comuni al Thrash ed al Power Metal moderni. La verità è che non abbiamo un unico filone di riferimento, siamo più propensi a miscelare soluzioni stilistiche che possano esprimere al meglio l’essenza del pezzo sul quale stiamo lavorando.
Se poi devo descrivere le mie personali preferenze musicali, sono comunque in difficoltà, perché amo in egual modo le grandi band dei ’70 (Black Sabbath, Deep Purple, Kansas, Boston, Thin Lizzy, Rush…), l’Heavy classico degli ’80 (Van Halen, Racer X, Ac/Dc, Riot, Mr. Big, Ozzy solista, Judas Priest, Rage…), l’Heavy Glam dei Cinderella, Ratt, Poison, Dokken, il Thrash di Annihilator, Megadeth ed Anthrax, l’innovazione dei primi Dream Theater e dei Symphony X, il Power di Helloween, Blind Guardian, Gamma Ray, il Southern dei Lynyrd Skynyrd, Pride and Glory e Black Stone Cherry… e, non me ne vogliate, ma trovo sempre qualcosa di interessante anche in alcune band più moderne. Sì, per esempio ho apprezzato Scream, Aim And Fire dei BFMV, Shogun dei Trivium, Blackbird degli Alter Bridge (e tanti altri). Non sono assolutamente d’accordo sul fatto che solo le vecchie band hanno qualcosa da dire. E sono innamorato anche dell’underground, in tutte le sue forme più sincere. Così, solo per fare alcuni esempi  di Metal band locali, trovo interessantissimi (senza escludere alcun sotto-genere) L’Impero delle Ombre, Lonny Blaster, Hopesend, Backjumper, Black Rose, Stonecutters, Cast Thy Eyes, Clinicamente Morti, Silvered e quelle che io considero le “nuove leve” Dreker, Folk ‘n’ Troll, Southern Cult… Di progetti seri ce ne sono davvero tanti. Purtroppo la scena locale pecca di un vero e proprio movimento, per cui si è costretti a fare affidamento a strutture, finanziamenti e canali molto limitati.

4) Il vostro ultimo full Devil’s Breath (recensito qui) è datato 2009. C’è il progetto di dare alle stampe un successore o ancora non è nei piani?
Carlo: Abbiamo in cantiere tante nuove idee, ma prima di affrontare una nuova avventura in studio (e specialmente una lunga trafila promozionale) speriamo di allacciare nuovi contatti con una buona etichetta. La BigMud Records ci ha permesso di allargare i nostri orizzonti: interviste, recensioni, compilation, rotazioni in radio, e tanti contatti all’estero (specialmente in Sud America e Paesi dell’Est), ma ora che l’etichetta è stata praticamente inglobata in un’altra Indie italiana, abbiamo necessità di cercare un altro valido supporto alle nostre attività.

5) Come sono andate le recenti date? Dopo 18 anni c’è ancora l’emozione del brivido live?
Carlo: Mi ritengo estremamente soddisfatto dei concerti fatti dal 2009 ad oggi. La band ha trovato uno straordinario affiatamento, che si traduce in un ottimo groove. Per alcune date abbiamo dovuto sostituire temporaneamente Paolo o Alex, perché purtroppo non è sempre facile pianificare gli impegni artistici e non, ma a volte dei compromessi sono necessari per il bene della band, e siamo fiduciosi che i nostri fans e amici ci possano capire. In definitiva però, abbiamo avuto l’occasione di suonare in ottimi festival e in rassegne molto partecipate, e ce ne attendono degli altri prossimamente, nei quali non vediamo l’ora di esibirci… E a dire la verità, recentemente anche alcuni locali della zona si sono mostrati molto disponibili ad ospitarci.
Alessandro: Suonare nell' underground diventa ogni giorno sempre più difficile anche perché i posti in cui farlo sono sempre più rari; la scena pullula di cover bands e di imitatori dei grandi “nomi”. Resta davvero poco spazio per chi si batte per la propria musica e per le proprie idee. Le “garage bands” di un tempo spesso adesso si riducono a squallide imitazioni del peggiore showbusiness di massa.

6) Entrambi siete anche organizzatori di eventi, tra cui due molto apprezzati qui da noi come il Rock Pride e lo Spongstock , cosa ci potete anticipare delle edizioni di quest’anno?
Carlo: Ti ringrazio per questa domanda. Organizziamo questi due eventi totalmente dedicati alla musica Hard & Heavy underground di qualità, perché crediamo che siano necessarie delle vetrine professionali per valorizzare l’operato di band che hanno passione e grandi capacità. Nelle precedenti edizioni abbiamo avuto un ottimo riscontro di pubblico, ma continuiamo a faticare per l’ottenimento di fondi, sponsorizzazioni, spazi, permessi… Fortunatamente dei piccoli aiuti ci sono forniti da radio, webzine, giornalisti, associazioni e piccole imprese locali, anche se ci resta l’amaro in bocca nel vedere l’attenzione dei mass-media e delle istituzioni focalizzata su pochi grandissimi eventi non sempre dal grande valore culturale e artistico. Ma mi fermo qui per non fare polemiche. Resta il fatto che c’è una grande disponibilità delle band (locali e non) e dei ragazzi dello staff, che permettono di andare avanti a costo di grandi sacrifici.
Mentre per lo Spongstock III preferisco non anticipare niente (questo festival è in programma per agosto), ricordo tutti i lettori che il 7 maggio prossimo a Spongano, ci sarà la seconda edizione del Rock Pride Fest (sito ufficiale www.essenzamanagement.com/RPF) con Mnemos, Folk ‘n’ Troll, Hopesend, Essenza e i romani GRAAL. Abbiamo cercato di accontentare i gusti musicali più disparati… ma senza uscire dal seminato: è di Hard Rock ed Heavy Metal originale di cui vogliamo occuparci… ed è esattamente quello che troverete sul palco di questo evento. Abbiamo bisogno di tutto il supporto locale possibile per permettere al festival di crescere, per cui vi invito a non mancare e a venire a divertirvi.

7) Quale obiettivo vi ponete per il futuro? Si arriverà a un quarto di secolo di Essenza?
Carlo: Il nostro obiettivo principale è di suonare on stage quanto più possibile…, di non snaturare mai il nostro “true-sound” e di portare la nostra musica quanto più lontano possibile!!!

Grazie per aver risposto alle nostre domande, salutate i nostri lettori come volete voi!
Carlo: Siamo noi a dover ringraziare te e tutti quelli che supportano le band come la nostra! Invito tutti a visitare il nostro sito ufficiale www.essenzamanagement.com e specialmente ad ascoltare i brani di Devil’s Breath su Youtube, MySpace, LastFM… e magari di acquistare il cd!
Spero anche di incontrarvi tutti personalmente al Rock Pride fest II. Non resterete delusi!

Torrrmentor